12/09/2011
 Posted by Capitolouno
0

Rainbow Ch’Art: Colori senza confini

Impariamo a riconoscere le diverse famiglie di Ch’Art, iniziando da quella più ricca di colori.

La natura, anche quella artificale, è ricca e variegata; come per ogni altra specie, anche nel mondo dei Ch’Art è possibile riscontrare notevoli differenze tra i vari esemplari.
Ci sono Ch’Art composti da poche dozzine di tasselli e altri che ne vantano diverse centinaia. Alcuni sono indipendenti e fluttuanti, mentre altri amano incorniciarsi in un nido e saturare lo spazio circoscritto. Ma la differenza che salta più all’occhio quando incontriamo diversi Ch’Art è rappresentata dai loro colori.

Infatti, osservando le caratteristiche cromatiche del loro manto possiamo distinguere i Ch’Art in tre famiglie principali. La prima è estremamente variopinta; in molti casi presenta tutti i colori dell’iride, e per questo è stata definita Rainbow. La seconda, chiamata Selected, esibisce solo due o tre tonalità principali legate da sfumature intermedie. La terza famiglia, che viene definita Dark, si mostra invece con sobrie macchie di grigio composito.

I Ch’Art Rainbow sono quindi i più vivaci e spensierati. Ogni parte del loro essere può assumere i significati più disparati, ogni gruppo di colori sia accosta agli altri per affinità o per contrasto, a seconda dell’umore. Il loro manto caleidoscopico è in grado di risvegliare i sensi assopiti; trasporta l’occhio in continue evoluzioni emotive, stimolando i flussi di pensiero in una visione dinamica della realtà.

L’habitat preferito dai Ch’Art Rainbow è bianco e ampio, un ambiente neutro in cui possano agevolmente fluttuare e che goda, di riflesso, del loro contributo cromatico. Anche ospitando un solo esemplare, una parete si riempie di Ch’Art e del suo influsso emotivo. Una stanza nuda, fredda e anonima nel suo minimalismo nativo, può facilmente agghindarsi della forza vitale dell’arcobaleno.

white kitchen project by www.parasitestudio.com

Il Ch’Art policromo è stato il primo a risvegliarsi e a fluttuare nel mondo digitale.
Forse è stato proprio il contrasto tra le tonalità a far scattare la scintilla.
Forse la spinta dei gradienti l’ha fatto emergere con più energia.
O forse l’abbiamo solo notato per primo, grazie al suo spirito allegro e alla facilità con cui entra in simbiosi con ogni ambiente.

Lascia un commento

Please wait...