Ch'Art Design
Massimo Cremagnani — Capitolouno

Massimo Cremagnani

aka Capitolouno — Digital Artist

Massimo Cremagnani — aka Capitolouno — si è laureato con lode all'Accademia di Belle Arti di Brera nel 1999, con una tesi su etica ed estetica dell'arte digitale intitolata «Arte Digitale Capitolo Uno»: in ambito accademico è stata la prima sull'argomento e la prima su supporto multimediale interattivo.

"Ho preso il colore nella sua forma più rigida e obiettiva e ho fatto in modo che il computer gli desse vita, forma e movimento. Ho dato ai colori la libertà di esprimersi indipendentemente, come singole tinte e come grandi comunità collaborative."

Già nel 1998 presentava alla mostra Salon I, presso il Palazzo della Permanente di Milano, il suo primo lavoro digitale, Homo Sapiens Marsupialis, ed era assistente ai corsi di computer grafica e fotografia digitale per l'Accademia milanese, per poi diventare docente all'Accademia Santa Giulia di Brescia. Nello stesso anno iniziava un'esperienza giornalistica durata oltre un decennio, curando la rubrica «Computerarte?» per la rivista CGP e sperimentando direttamente ogni tecnologia per la figurazione digitale.

La sua ricerca ha incontrato nuove sinergie tra arte, grafica e comunicazione: il «metodo creativo non lineare», la tecnica di Laserigrafia, il sistema di analisi percettiva delle stampe Elite PrinTest, fino alla pubblicazione del libro «Manifesto Amplificato dell'Arte Digitale Figurativa» e, in seguito, all'ideazione del primo museo dedicato alla stampa digitale e al libro Stampa Digitale Capitolo Uno.

Manifesto Ch'Art

Macchie di inchiostro che non sono macchie.

Come le nuvole, Ch'Art stimola la simbologia visiva con il fascino della casualità e l'interpretazione personale.

Ch'Art è astrazione da ricostruire, ricordi di mosaico spinti oltre la logica del tassello per vivere fuori dagli schemi, lontani dalla fredda geometria che li ha creati e sfruttati per lungo tempo.

Ch'Art è uno sciame di colori dichiaratamente puri che si accostano con discrezione: giocano nella stessa squadra senza mai toccarsi, si spingono col pensiero, si influenzano con la sola presenza.

Guardando un Ch'Art, o solo avendolo vicino, si scorge una dinamica implicita, rigorosamente innaturale, che riempie lo spazio generando illusioni. Le sfumature immaginarie fluttuano in un soffice turbinio cercando ricordi e fantasie.

Perché in un Ch'Art puoi vedere un oggetto, una persona, un animale. Puoi sentire una sinfonia, un sapore o un sentimento. Oppure puoi seguire il suo ritmo e lasciare che ti accompagni in sottofondo, senza chiedere come o perché.

Opera Ch'Art verticale nei toni del magenta su fondo bianco
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